Aree Tematiche - I valori della promozione della salute
Contrasto alle disuguaglianze


Quale contributo possono dare la comunicazione pubblica e il marketing sociale per ridurre gli effetti sulla salute delle disuguaglianze socioeconomiche e sostenere scelte consapevoli e appropriate sui temi che riguardano il benessere del singolo e della sua collettività?

Titanic: Mortalià dei passeggeri per classe di imbarcoNumerosi studi nella letteratura scientifica hanno documentato l'impatto delle disuguaglianze socioeconomiche , evidenziando come al diminuire del livello di scolarità, di reddito e di posizione sociale corrisponda un aumento della probabilità di andare incontro a malattia e a morte. L'esistenza di disuguaglianze è stata rilevata a tutti i livelli del processo di tutela della salute: nello stile di vita, nell'esposizione a fattori di rischio e nelle diverse fasi dell'assistenza sanitaria, dall'accesso alle cure fino agli esiti dei trattamenti.



Segnalazioni

Diamoci un taglio
Copertina volume marketing disuguaglianze
Un'azione sinergica e decisa per affrontare il tema delle disuguaglianze di salute, anche utilizzando le opportunità del marketing sociale: il volume Guide for World Class Commissioners Promoting Health and Well-Being: Reducing Inequalities, realizzato in Inghilterra dalla Royal Society for Public Health in partnership con National Social Marketing Centre, indica la strada per lo sviluppo della promozione della salute individuale e collettiva. Dall'impatto dei cambiamenti climatici alle azioni sugli stili di vita individuali, il volume si inserisce nel dibattito sulle strategie necessarie per contenere la "forbice di salute" tra le diverse fasce sociali. (Newsletter 69 - maggio 2010)

 

Non tutte le marmotte godono di buona salute
Copertina rapporto Marmot
“[…] Noi abbiamo una posizione ideologica: le disuguaglianze di salute che possono essere evitate adottando provvedimenti ragionevoli sono ingiuste. Eliminarle è sostanzialmente un problema di giustizia sociale”. Il Rapporto Marmot, Fair Society, Healty Lives, realizzato su mandato del Ministro della Salute britannico per affrontare il tema delle disuguaglianze di salute in Inghilterra, è sintetizzato in questa frase del curatore. Sir Michael Marmot porta in rilievo, infatti, come nella speranza di vita in Inghilterra la differenza fra chi è più povero e chi è più benestante è mediamente di 7 anni. Non solo: se si prende in considerazione l’attesa di vita libera da disabilità, questa differenza raggiunge i 17 anni. Ancora: la disoccupazione permane tra i principali determinati di salute, anche tra le classi più elevate. E' difficile sintetizzare in poche battute il valore dello studio, ma vale la pena portarne il rilievo il quadro concettuale e gli obiettivi di intervento proposti.
(Newsletter 66 - aprile 2010)

 

Perché le società più egualitarie vivono meglio
Indice di salute e di problemi sociali - Adattato da: The Equality Trust L'obiettivo della campagna The Equality Trust è rendere il più possibile diffuse le evidenze che provano come vaste disuguaglianze socioeconomiche all'interno di una società incidano negativamente nell'edificazione complessiva della società stessa e contribuiscano a rendere peggiori le condizioni di vita dei suoi componenti. Aspettativa di vita, alfabetizzazione, mortalità infantile, omicidi, numero di detenuti, gravidanze tra le teenagers, fiducia, obesità, salute mentale e dipendenze da droga e alcol, mobilità sociale: il sito sostiene che nel 2010 dovremmo aver maturato ormai la consapevolezza che tali indicatori mostrano i risultati migliori nelle società più egualitarie, come il Giappone.
(Newsletter 63 - gennaio 2010)

 

Una città nella città?
Bollettino Epidemiologico NazionaleIl Bollettino Epidemiologico Nazionale ha pubblicato a gennaio 2010 lo studio: Profilo di salute dei bambini di Napoli: disuguaglianze... "una città nella città?". Alcuni spunti dell'articolo: nell’area disagiata la natalità supera il 12% vs 10,5% dell’intera città, già la più alta d’Italia. Solo una donna gravida su 10 vs 3,5 per l’Italia segue un corso di preparazione alla nascita. La città partenopea mostra il più alto livello europeo di tagli cesarei (65% nel 2005) a fronte di un dato italiano pari al 38%. Il 22,1% dei neonati con peso pari a 1.000-1.499 g ed il 15,2% dei neonati con peso 500- 999 g viene alla luce in luoghi di parto di 1° e 2° livello, ovvero non adeguatamente attrezzati.

 

Insieme contro la violenza di genere
Pina Lalli, Giuseppe Fattori e le studentesse vincitriciElisa Erriquez, Ilaria Facchini, Francesca Galli, Valentina Giacomella, Graziana Semeraro, Alessandra Solmi, Sara Trigolo, del Corso di Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica, Università di Bologna, hanno partecipato al
concorso "Marketing sociale e Comunicazione per la salute" 2009, vincendo il primo premio nella Sezione studenti. Le motivazioni: l'utilizzo corretto ed originale degli strumenti di marketing mix; l’obiettivo di ampliare la nozione di salute alla prevenzione e al contrasto di violenze e molestie; il metodo finalizzato ad assicurare maggiore capillarità e coordinamento dell'informazione. Pina Lalli, Presidente Com.PASS, Università di Bologna ha premiato le studentesse.
Abstract del progetto (.pdf, 105 Kb)

 

Le conseguenze impreviste della prevenzione
Testata Health Sociology ReviewL'articolo di Dorothy Broom "Hazardous good intentions? Unintended consequences of the project of prevention", pubblicato sulla rivista Health Sociology Review, esplora alcuni "effetti latenti" delle campagne di comunicazione per la salute. Dalla riflessione dell'autrice emerge in particolare come tali campagne non siano riuscite, almeno nel contesto australiano, a contrastare efficacemente l'impatto delle diseguaglianze socioeconomiche in termini di salute.
(Newsletter 54 - maggio 2009)

 

Sul web il profilo di comunità interattivo
Bus ingleseUna versione interattiva dei profili di comunità inglesi con l'obiettivo di personalizzare e rendere più immediata la lettura dei contenuti: il sito rende possibile il confronto dei dati di salute delle diverse aree esaminate, a livello regionale, provinciale e nell'evoluzione temporale. Tale fonte informativa intende essere in particolare uno strumento di supporto per la lotta alle diseguaglianze socio-economiche di salute.
(Newsletter 52 - marzo 2009)

 

Come contrastare le disuguaglianze negli ambienti di lavoro?
Le disuguaglianze di fronte alla promozione e protezione della salute di chi lavora: l'intervento di Carlo Mamo, Servizio di Epidemiologia dell'ASL 3 di Torino, pone alcune riflessioni sull'entità del fenomeno e sui fattori che lo determinano, prospettando alcune possibili aree di intervento per favorire una maggiore equità.
(Newsletter 47- novembre 2008)

 

 

Metodi e strumenti per la misura delle disuguaglianze
Tratto dalla copertina del libro di Sartori "Il divario digitale", Il Mulino, 2006Il recente convegno dell'AIE (Associazione Italiana di Epidemiologia) ha sviluppato il tema degli strumenti per la misura delle disuguaglianze. Dalle fonti ai metodi, dalle misure alla validità, dalla ricerca alle politiche: le sintesi degli interventi resi disponibili dal sito di Epicentro. Tra gli esempi analizzati il percorso nascita quale evidenza dell’effetto delle disuguaglianze sociali sull’accesso a un’informazione completa: istruzione, occupazione e residenza geografica sono associate al ricorso ai consultori, al parto naturale, all’allattamento al seno, alla contraccezione alla ripresa dei rapporti sessuali.

 

 

Dopo 25 anni di lotta all'AIDS: diseguaglianze di salute ancora presenti
Rivista "Healh Policy"Un recente articolo pubblicato dalla rivista "Health Policy" analizza le strategie e le risposte dei servizi sanitari alla diffusione dell'infezione da HIV in Europa e nell'Asia centrale attuate negli ultimi 25 anni. La situazione nei diversi Paesi si presenta piuttosto eterogenea, ma risulta evidente la permanenza di disuguaglianze nell'accesso ai servizi di prevenzione e cura, in particolare per fasce di popolazione più esposte al rischio.
(Newsletter 38 - giugno 2008)

 

Disuguaglianze socioeconomiche e salute, consapevolezza e comunicazione
Si segnala la tesi “Comunicazione per la salute e immigrazione: il caso ASUR”, discussa da Claudia Giommarini, Università di Bologna, Corso di Laurea in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica. La dissertazione è incentrata sulle attività di comunicazione dell'Azienda Sanitaria Unica Regionale delle Marche, ed in particolare dell’Osservatorio epidemiologico delle disuguaglianze, volte a favorire la salute e la presa in carico dei cittadini immigrati. (Newsletter 23 - settembre 2007)

 

Epidemiologia, etica e diritto alla salute
Il sito Epicentro propone l’articolo Epidemiologia: una scienza per la giustizia sanitaria, sintesi di uno studio pubblicato nell’aprile 2007 dall’International Journal of Epidemiology nel quale Rodolfo Saracci, Direttore di ricerca al Cnr di Pisa, riflette sulla sinergia tra epidemiologia e scienze biomediche e sociali per favorire maggiore equità nell’esercizio del diritto alla salute. (Newsletter 21 - luglio 2007)