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Marketing sociale
e comunicazione per la salute

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Newsletter - 107
febbraio 2013

 

I vertici aziendali ed il mondo dei Social Media
I vertici aziendali ed il mondo dei Social MediUna ricerca condotta dalla Stanford University, su un campione di senior manager di importanti aziende americane, sostiene che i vertici aziendali conoscono i social media ed i rischi derivanti dall'errato utilizzo, ma non riescono a sfruttarli per ottenere dei vantaggi. Lo studio mostra una conoscenza parziale del mondo social. Esiste infatti, una differenza tra quello che i vertici sanno e quello che fanno: le aziende in sostanza, non raccolgono dati in maniera strutturata e non sono in grado di implementare i social network nei piani operativi e nella gestione del rischio. Ancora i senior manager, non concepiscono i social media come strumento di comunicazione interna. Gli autori propongono possibili rimedi a questo gap.
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[Nuovi Media]
 

A Milano al Social Media Week: "Essere Smart a Tutte le Età"
Social Media Week 2013Oggi viviamo in una società digitale, dove i social media occupano sempre più la scena. I tempi si restringono, le connessioni diventano sempre più veloci. Esiste il rischio di rimanere indietro, di trovarsi in difficoltà, specialmente per la generazione "Over 60"? Durante l'incontro dal titolo "Essere Smart a Tutte le Età" del 21 febbraio, all'interno del Social Media Week 2013, a Milano, si parlerà di alcuni fra questi temi attuali: come rendere la tecnologia ed il mondo dei social network facili e utili anche per i meno giovani.
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La comunicazione pubblica deve essere di servizio e non al servizio
Logo Associazione Comunicazione PubblicaFra gli argomenti della prossima agenda della politica è fondamentale che trovi spazio la comunicazione pubblica, funzione di vitale importanza per le Istituzioni. Soprattutto però è fondamentale che il concetto di comunicazione di servizio pubblico venga distinto da quello di comunicazione per il consenso. Questo è quanto l'Associazione "Comunicazione Pubblica" con una lettera aperta chiede ai candidati alle prossime elezioni: che la politica si impegni per il diritto dei cittadini per una comunicazione pubblica imparziale, autonoma, trasparente.
La lettera aperta di "Comunicazione Pubblica".

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[Comunicazione per la salute]
 

"La matrice", ovvero: cosa sta alla base del marketing di oggi?
The Marketing MatrixStiamo tutti vivendo in una Matrix, quella creata dal potere del corporate marketing. Nelle mani del settore privato, il marketing ci ha manipolati, ci ha reso dei bambini viziati, ossessionati dal consumo. Il potere del business è sempre più grande. La "responsabilità sociale delle aziende" e il "marketing sociale" (Cause-Related Marketing) sono solamente dei seducenti ossimori, ma soprattutto sono dei mezzi per apportare consensi ai politici e per aumentare il potere delle aziende. È giunto il momento di ribellarsi alla "matrice". Con il libro "The Marketing Matrix" Gerard Hastings attacca la presa di potere che il business acquisisce attraverso la manipolazione del consumatore e offre degli spunti di riflessione utili a ridefinire le nostre priorità economiche e sociali, rivelandosi una guida utile per imparare ad interpreatare le strategie del corporate marketing e, infine, per ribellarsi ad esso.
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E' facile da capire?
E' facile da capire?
Grazie al contributo di DoRS Regione Piemonte, è disponibile la traduzione della guida “Simply Put. A guide for creating easy-to-understand materials” dei CDC, adattata al contesto italiano da Elena Barbera, Elisa Ferro ed Eleonora Tosco. La guida si propone come uno strumento pratico per la realizzazione di materiali di comunicazione per la salute semplici e facilmente comprensibili, a partire dalla premessa che è necessario considerare le diverse tipologie di destinatari, evitando i messaggi di tipo generalista. Il livello culturale e di alfabetizzazione dei destinatari è, ad esempio, un importante elemento da considerare se si desidera instaurare un proficuo confronto e generare una relazione positiva tra informazioni e comportamenti.
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Rimanere sempre aggiornati con Scoop.it sul canale"#Web2Salute"
Su Scoop.it una bacheca on-line di contenuti per essere sempre aggiornati ed informati su Web 2.0 e salute, Health Promotion ed Health 2.0.
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Prevenzione del tumore al colon retto, tra individui, coppie e gruppi sociali
Screening colon rettoUn articolo pubblicato dalla rivista "Cases in Public Health Communication & Marketing" illustra la campagna pluriennale per la prevenzione dello screening del colon retto realizzata dal St. Joseph Mercy Oakland (SJMO), ospedale non profit di Pontiac, nel Michigan. Basata sulla diffusione gratuita del kit per il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, l'iniziativa risulta di particolare interesse per l'applicazione pratica della teoria sulla diffusione delle innovazioni e dei principi della "conferma sociale". Questi ultimi descrivono come le persone, quando non sanno esattamente come agire in una situazione data, ritengano che le azioni degli altri riflettano il comportamento appropriato. La campagna analizzata, infatti, si è focalizzata il primo anno sugli individui, il secondo ha incentrato immagini e messaggi sulle coppie e il terzo anno ha puntato sui gruppi sociali per superare progressivamente le barriere percepite per l'adesione allo screening.
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[Screening] [Comunicazione per la salute]

 

 
Una tesi che propone un nuovo modo di comunicare il "No al Doping"
Logo Positivo alla saluteLa tesi di Valentina Garbellini, "Positivo alla Salute: Analisi e Rielaborazione della campagna di prevenzione contro il doping della Regione Emilia-Romagna", è stata realizzata nell'ambito del corso di Marketing Sociale, Laurea Specialistica in Comunicazione Pubblica e Sociale, Università di Bologna. Con questo lavoro si è cercato di analizzare e rielaborare le attività svolte nel contesto del progetto della Regione Emilia-Romagna “Positivo alla salute”, iniziativa volta ad approfondire la conoscenza del fenomeno “doping” sotto aspetti importanti e a volte sconosciuti. In particolare, per quanto riguarda la campagna di comunicazione, si è cercato di concentrare l'attenzione, oltre che su nuovi aspetti psicologici per fare breccia nel target di riferimento individuato, anche e soprattutto su una nuova modalità di veicolare il problema del doping non solo tramite media tradizionali, ma anche e soprattutto tramite nuovi strumenti di interazione e coinvolgimento con il pubblico, come siti internet, video e testimonianze di atleti.
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