Glossario essenziale

Andragogia 

Educazione degli adulti, in senso letterale. Il movimento dell’Andragogia si è costituito attorno alla problematica dell’adulto che impara ed ha contribuito a differenziare le caratteristiche del bambino che impara dal soggetto adulto. Le caratteristiche dell’apprendimento di un adulto sono: (a) un concetto di sé già definito, (b) un’esperienza di vita già sviluppata, (c) un apprendimento orientato a problemi specifici, non alla cultura in generale, (d) un apprendimento di qualcosa che risulti essere utile per sua vita quotidiana.

Appropriatezza
Un intervento può definirsi “appropriato” quando la sua prescrizione o utilizzo è in grado di garantire, con ragionevole probabilità, più beneficio che danno al paziente per il quale quella prescrizione è indicata.

Bias
Il bias (la traduzione italiana è “distorsione”) è un errore sistematico presente in uno studio che si ripercuote sui suoi risultati determinando uno scarto tra risultati ottenuti e quelli che si sarebbero dovuti ottenere in assenza di bias. In altre parole, è un fattore di “disturbo” che fa trovare quello che non c’è. Vi sono molte possibili classificazioni dei bias ma i tre più importanti sono: a) bias di selezione (che si verifica se il campione di individui da indagare è stato scelto e assemblato in modo errato); b) bias di misurazione (che si verifica se i metodi di misurazione non sono ben tarati – validi – o imprecisi o diversi tra i pazienti studiati); c) bias da effetti estranei (che si verifica quando è presente un fattore estraneo – di confondimento – che è associato – anche se in modo non causale – sia alla esposizione – trattamento – sia all’esito).

Costo
Misura delle risorse utilizzate in un processo sanitario. Può essere rappresentato anche in termini non monetari (es. tempo libero). I costi si dividono in costi diretti e indiretti. I primi si dividono in sanitari (ricoveri, farmaci, visite, ecc.) e non sanitari (es. trasporti dei pazienti). I costi indiretti rappresentano il tempo perso dai pazienti e dai parenti/amici (lavorativo e non) a causa della malattia.

Costo Opportunità
valore di una risorsa al suo utilizzo migliore, equivalente al beneficio perso poiché l’utilizzo migliore non è stato adottato.

Disegni di studio:
1. Studio clinico randomizzato: è un disegno di studio sperimentale nel quale il trattamento studiato è prescritto ad una sola frazione di soggetti inclusi nello studio, selezionati a caso (randomizzazione) secondo uno schema predeterminato e imposto agli sperimentatori. Al gruppo di controllo viene prescritto un trattamento di cui si conosce l’effetto, oppure nessun trattamento.
2. Doppio cieco: quando né i partecipanti né i medici-ricercatori sanno quale trattamento abbiano, rispettivamente, ricevuto o prescritto, se il trattamento in studio o quello di controllo.
3. Studi clinici non randomizzati, osservazionali: in questi studi si indaga sull’esposizione a fattori di rischio per una determinata malattia (studio eziologico o studio delle cause); gli studi prospettici (cioè seguendo un certo numero di persone negli anni) danno anche la possibilità di valutare il ruolo dei fattori dannosi per la prognosi della malattia (studio prognostico di coorte).
* Prospettici: studi di coorte (si studia una “coorte” di persone nel tempo)
* Retrospettivi: studi “caso-controllo” (a partire da persone ammalate oggi, definite “casi” si studiano la loro esposizione nel passato a possibili fattori di rischio e si confrontano con un gruppo di persone sane, definete “controlli”)
* Trasversali (cross-sectional): studi di prevalenza (si studia la percentuale di persone con una certa malattia o condizione sulla popolazione presente “in questo momento” nel territorio; è una “fotografia” della situazione attuale)

Efficacia (efficacy)
effetto di un farmaco o di un intervento chirurgico o di una azione di sanità pubblica su una malattia o condizione, su individui partecipanti ad uno studio sperimentale. In altre parole, grado on cui un intervento medico induce un miglioramento dello stato di salute in circostanze ideali (come quelle dello studio clinico randomizzato).

Efficacia pratica (effectiveness)
effetto di un farmaco o di un intervento chirurgico o di una azione di sanità pubblica su una malattia o condizione, su individui che non hanno partecipato allo studio sperimentale, ma appartengono a tutta la popolazione generale. In altre parole, grado con cui un intervento medico induce un miglioramento dello stato di salute nella pratica reale.

Empowerment (potenziamento, acquisizione di competenze)
il processo di ampliamento (attraverso il miglior uso delle risorse attuali e potenziali acquisibili) delle possibilità e capacità personali che un soggetto può praticare e rendere operative. Formare un cittadino competente comporta definire le competenze che devono essere fornite affinché accanto ai comportamenti corretti che si acquisiscono per la tutela della salute si sviluppi una capacità critica segno del empowerment personale del cittadino. L’organizzazione sanitaria deve assumere che il ‘paziente’ deve essere messo in condizione di ricevere quelle conoscenze necessarie capaci di renderlo ‘cittadino competente’ (empowered). L’empowerment, per essere tale, deve mettere in grado i cittadini/pazienti di: (a) assumere i criteri di appropriatezza ed efficacia per valutare la corrispondenza fra bisogno e risposta, (b) partecipare direttamente alla formulazione di strategie per raggiungere, attraverso l’informazione, ampi strati della popolazione.

Epidemiologia
è lo studio della frequenza e della dinamica dello stato di salute nella popolazione (epidemiologia descrittiva) e delle relazioni causali in rapporto alla salute dell’uomo. L’epidemiologia è una disciplina trasversale, nel senso che non è un dominio peculiarmente legato alle scienze umane o alla medicina. Essa si caratterizza attraverso un insieme di metodi di ricerca che possono essere applicati in diversi campi, quali la salute pubblica, la sociologia, la medicina clinica o la valutazione dei servizi sanitari.

Epidemiologia comunitaria
Ricerca la relazione esistente tra la vita, all’interno di una comunità, e la presenza o meno di malattia o salute. È un “modo di pensare la medicina”.

Equità
L’equità è un principio etico strettamente correlato alla salvaguardia dei diritti umani. La definizione proposta di equità supporta le azioni per consentire ai gruppi socialmente più svantaggi il diritto ad uno standard sanitario più elevato, definito sulla base dello stato sanitario del gruppo socialmente più avvantaggiato. Valutare l’equità in sanità richiede di confrontare la salute ed i suoi determinanti sociali tra gruppi sociali più o meno avvantaggiati. Questi confronti sono essenziali per capire se le politiche sanitarie stanno andando verso una maggiore giustizia sociale in sanità o se ne stanno allontanando. È un concetto speculare a quello di disuguaglianza. Le disuguaglianze sanitarie sono quelle differenze in sanità che sono non necessarie, evitabili, inique ed ingiuste.

Esito Evento
obiettivo di un corso di azioni.

Evento
Accadimento naturale, conoscitivo o descrittivo che cambia i parametri osservati.

Falso negativo
Un falso negativo è un soggetto portatore della condizione/malattia indagata ma che presenta un risultato negativo al test diagnostico effettuato per rilevarne la presenza. In pratica, è un malato che viene erroneamente diagnosticato come sano.

Falso positivo
Un falso positivo è una persona non portatrice della condizione/malattia indagata in uno studio ma che presenta un esito positivo del test diagnostico effettuato per rilevarne la presenza. In pratica, è un sano che viene erroneamente diagnosticato come malato.

Health Literacy (Alfabetizzazione Sanitaria)
Livello di alfabetizzazione specifica dei contenuti inerenti la salute in cui il singolo individuo acquisisce la capacità di ritenere, sviluppare e comprendere sia le informazioni per la salute (scritte o fornite dal medico) che l’informazione sui servizi necessari per prendere decisioni appropriate per la salute.

Home Page
E’ la “copertina” di un sito Internet. La sua funzione è quella di fornire le informazioni di base sul tipo di documentazione presente nel sito.

HON Code
Codice di autoregolamentazione della qualità per i siti Internet.

Incertezza
Assenza del valore vero di un parametro.

Incidenza
L’incidenza è la frequenza di comparsa di nuovi casi all’interno di una popolazione definita in un periodo di tempo definito. Tutti e tre gli elementi sono importanti: il numero dei casi, il numero delle persone che compongono quella popolazione e il periodo di tempo preso in esame. In uno studio di incidenza si indaga la percentuale di persone sane che diventano malate “da questo momento in poi” nel territorio; ad es. ci dice quanti nuovi casi di quella malattia si verificano in un anno)

Indicatore
È un numero, generalmente una percentuale (numero di casi sul numero totale di persone) o un tasso (rapporto di proporzioni), che serve a monitorare un sistema e a fare confronti tra sistemi diversi o tra paesi diversi. In sanità, ci sono diversi tipi di indicatori per misurare, confrontare e monitorare nel tempo l’efficacia o l’appropriatezza o l’efficienza o la qualità del sistema o la soddisfazione degli utenti, ecc.

Indice standardizzato di leggibilità
Un indice di leggibilità è una formula matematica che attraverso un calcolo statistico è in grado di predire la reale difficoltà di un testo in base a una scala predefinita di valori. Per definire la formula di un indice di leggibilità si può tener conto di diverse variabili linguistiche, cioè della misura di alcuni parametri del testo. Le variabili linguistiche più semplici sono, per esempio, lunghezza media delle parole e lunghezza media delle frasi.
Vi sono variabili linguistiche che sono indipendenti dal contenuto del testo, come appunto le due citate, oppure variabili linguistiche legate al lessico, alla struttura del periodo, ecc.
Sono state definite molte formule per la predizione della leggibilità, ma quelle che hanno avuto maggiore successo sono quelle che considerano variabili linguistiche di facile calcolo, come per esempio la lunghezza delle parole e delle frasi. Per lo stesso motivo, i programmi che calcolano automaticamente il valore delle formule si limitano, nella maggior parte delle applicazioni, a formule semplici. Gli indici di leggibilità più usati in Italia sono il “Flesh-Vacca” e il “GulpEase”.

Linea guida
Documento elaborato da un gruppo di lavoro multidisciplinare, a partire dalle prove di efficacia disponibili, contenente «raccomandazioni sviluppate in modo sistematico per assistere operatori sanitari e pazienti nelle decisioni sulla gestione appropriata di specifiche condizioni cliniche».

Link
Collegamento Internet ad altre pagine presenti all’interno del sito stesso che ad altri siti.

Motori di ricerca
Strumenti che catalogano le informazioni presenti sulla rete Internet. Creati allo scopo di facilitare il recupero delle informazioni.

Motori di ricerca specialistici
Strumenti che catalogano le informazioni di ambito biomedico presenti sulla rete Internet. Sono inserite solo le risorse che rispondo a precisi criteri di qualità.

NNT
La sigla NNT sta per “number needed to treat”, termine inglese che in italiano può essere tradotto come “numero di persone da trattare” in un determinato tempo per evitare un evento patologico. L’NNT è una misura dell’efficacia di un trattamento quando lo si trasferisce dal contesto dello studio a quello della popolazione generale (non studiata), e indica il numero di pazienti che devono ricevere uno specifico trattamento (per esempio un nuovo farmaco) perché uno di loro ne tragga beneficio. L’NNT è un indice indiretto dell’efficacia dei trattamenti: più piccolo è il suo valore, maggiore è l’efficacia di quel trattamento e viceversa. Un NNT di 2 o 3 vorrebbe dire che basta trattare 2 o 3 pazienti perché 1 ne tragga beneficio, situazione assolutamente vantaggiosa. L’NNT può essere ben rappresentato anche graficamente, come viene proposto nel sito Internet http://www.nntonline.net.

Pratica minima
Alternativa di base o di riferimento, solitamente identificata come “non fare nulla” dove sia accettabile, oppure con la strategia meno costosa.

Preferenza temporale
Tasso al quale il decisore scambierebbe le risorse presenti per quelle future. È positiva se il decisore preferisce risparmiare nel presente per avere maggiori benefici nel futuro.

Prevalenza
In una popolazione, la porzione di individui che presenta una condizione specifica “in questo momento”. Si studia la percentuale di persone con una certa malattia o condizione sulla popolazione presente “in questo momento” nel territorio; è una “fotografia” della situazione attuale.

Prezzo
Valore monetario che il mercato attribuisce ad una risorsa.

Randomizzazione
È una tecnica che consiste nell’attribuire il trattamento in studio con un sorteggio casuale (random = caso). È una tecnica degli studi clinici randomizzati.

Revisione sistematica della letteratura
Disamina di tutti gli studi clinici esistenti, pubblicati e non pubblicati, prodotti nel mondo su un argomento specifico.

Riduzione assoluta del rischio o ARR (dall’inglese Absolute Risk Reduction)
La riduzione assoluta del rischio è la differenza nel rischio di un evento tra il gruppo dei soggetti trattati e quello dei soggetti non trattati (o gruppo di controllo). Nella tabella sottostante è riportato un esempio di come si valuterebbe l’effetto del trattamento con betabloccanti sugli eventi cardiovascolari maggiori in pazienti ipertesi, rispetto al trattamento con placebo.

Tipo di trattamento
Numero di persone ammalate alla fine dello studio
Numero di persone sane alla fine dello studio totale
Totale
Gruppo di trattamento (betabloccanti)
5
350
355
Gruppo di controllo (placebo)
9
340
349

L’incidenza degli eventi nei trattati con placebo è del 2,6% (9/349), l’incidenza degli eventi nei trattati con betabloccanti è dell’1,4% (5/355). La Riduzione Assoluta del Rischio (ARR) nei trattati con betabloccanti si calcola per differenza, cioè 1,4%-2,6% = -1,2%. Significa che ogni 100 persone trattate con i betabloccanti avrò 1,2 eventi di malattia cardiovascolare in meno rispetto a quelli che osserverei senza il trattamento.
La Riduzione Assoluta del Rischio (ARR) serve a calcolare, tramite il suo reciproco, cioè 1/ARR (se espresso in numeri decimali) o 100/ARR% (se espresso in %), la misura denominata NNT (vedi NNT), cioè il numero di pazienti da trattare con betabloccanti per prevenire un evento cardiovascolare maggiore. Nell’esempio fatto il valore dell’NNT sarebbe: (100/1,2) = 83. Vuol dire che dovrei trattare con i betabloccanti 83 persone per evitare ad una di esse di avere una malattia cardiovascolare maggiore (es. infarto).

Rischio
È la frequenza di nuovi casi di malattia in una popolazione suscettibile di sviluppare quella malattia nel corso di un certo periodo di tempo. Rischio e probabilità sono sinonimi. Il suo valore può variare da 0 a 1 (se espresso in numeri decimali) o da 0% a 100% (se espresso in percentuale).

Rischio relativo o RR 
Il Rischio Relativo, in inglese Risk Ratio, è il rapporto tra l’incidenza (vedi incidenza) negli individui esposti a un certo fattore di rischio (per esempio il fumo di sigaretta) e quella negli individui non esposti. Il Rischio Relativo è un rapporto tra due rischi, cioè si ottiene dividendo il Rischio di un gruppo trattato sul Rischio del gruppo di controllo. Esprime in altre parole il numero di volte in più (>) o in meno (<) che un evento/malattia si verifica in un gruppo rispetto all’altro.

Un rapporto di rischio di 1 indica che il rischio che si verifichi l’evento nei 2 gruppi è uguale. Un rapporto di rischio >1 indica che nel gruppo dei trattati o esposti il rischio del verificarsi dell’evento è superiore rispetto al gruppo di controllo. Un rapporto di rischio <1 indica che il rischio nel gruppo dei trattati o esposti è inferiore rispetto al gruppo di controllo. Se si volesse valutare l’effetto del trattamento con betabloccanti sugli eventi cardiovascolari maggiori in pazienti ipertesi, rispetto al trattamento con placebo, sulla base dei dati riportati nella tabella sottostante il rischio relativo si calcola come: 1,4%/2,6% = 0,54.

Esempio:

Tipo di trattamento
Numero di persone ammalate alla fine dello studio
Numero di persone sane alla fine dello studio
totale
Rischio
Rischio Relativo o RR
Gruppo di trattamento (betabloccanti)
5
350
355
5/355 o0,014 o 1,4%
Rischio gruppo trattato diviso Rischio gruppo placebo1,4/2,6 =0,54 (RR)
Gruppo di controllo (placebo)
9
340
349
9/349 o0,026 o 2,6%
Rischio gruppo trattato diviso Rischio gruppo placebo1,4/2,6 =0,54 (RR)

Screening
Utilizzando esami clini o strumentali o di laboratorio si propone di identificare la malattia nei soggetti in cui essa è ancora in fase preclinica, cioè in persone apparentemente sane che non hanno ancora manifestato sintomi di malattia, ma che sono più suscettibili di altri ad ammalarsi di quella patologia.

Sensibilità
Caratteristica di un esame diagnostico che definisce la probabilità che un test risulti positivo per una condizione, quando tale condizione è presente. Serve ad identificare i “veri positivi” cioè i malati. Si esprime in percento e varia da 0% a 100%. È importante che un esame utilizzato per fare diagnosi di malattia nel singolo paziente valutato clinicamente abbia una elevata sensibilità.

Specificità
Caratteristica di un esame diagnostico che definisce la probabilità di un test negativo in pazienti senza malattia. Serve ad identificare i “veri negativi” cioè i sani. Si esprime in percento e varia da 0% a 100%. È importante che un esame utilizzato non per fare diagnosi di malattia, ma per fare diagnosi di probabilità di diventare malato in persone sane che si sottopongono ad uno screening di popolazione (vedi screening) abbia una elevata specificità, cioè dica con una buona certezza chi è veramente sano dal momento che in genere un esame di screening non viene ripetuto prima di 2-3 anni (es. Pap Test).

Spesa
Valore monetario sostenuto per l’acquisto di un bene.

Stato di salute
Condizione specifica di salute, di durata e caratteristiche definite. La salute di un individuo in un particolare istante temporale.

Vero negativo
E’ la persona che non è affetta da una malattia e nella quale il test diagnostico risulta negativo (vedi anche specificità).

Vero positivo
E’ la persona che è affetta da una malattia e nella quale il test diagnostico risulta positivo (vedi anche sensibilità).