Alessandra Fabri Dipartimento Ambiente e Salute, Istituto Superiore di Sanità

dia Panagia - Marketing Sociale UNIBO 2

Alessandra Fabri del Dipartimento Ambiente e Salute, Istituto Superiore di Sanità, intervistata da Giona Incerti e Claudia Panagia – Marketing Sociale Compass

Giona Incerti: Cosa si intende per giustizia ambientale nei siti contaminati?

Alessandra Fabri: La stretta correlazione tra l’ambiente in cui viviamo e la salute della popolazione introduce una nuova dimensione, quella della giustizia ambientale (Environmental Justice).

Il concetto di giustizia ambientale nasce negli anni Ottanta del secolo scorso come Environmental Justice, grazie ai movimenti civili promossi negli Stati Uniti, secondo cui tutte le persone hanno diritto a un’eguale tutela ambientale indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle o dal reddito.

Il riferimento alla giustizia ambientale è importante quando si voglia considerare non solo il miglioramento delle condizioni dell’ambiente di vita (i.e. la qualità ambientale), ma si voglia che ciò avvenga in modo equo, ossia con una non discriminatoria distribuzione dei benefici e dei rischi di natura ambientale.

Il concetto di giustizia ambientale è intimamente connesso al tema dello sviluppo sostenibile, perché oggi più che mai occorre promuovere forme di sviluppo economico e produttivo compatibili con la salvaguardia dell’ambiente e della salute dell’uomo secondo l’approccio “One Health”.

La presenza di siti produttivi o dismessi può infatti essere causa di situazioni di ingiustizia ambientale. Un sito contaminato è un’area nella quale, in seguito ad attività di origine antropica è stata accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative dei comparti ambientali (aria, acqua, suolo, catena alimentare) tale da rappresentare un rischio per la salute umana.

Molti studi hanno evidenziato effetti delle contaminazioni ambientali sullo stato di salute delle comunità residenti in prossimità di sorgenti industriali inquinanti. Analisi di condizioni di giustizia ambientale sono mirate a valutare se i rischi delle contaminazioni riguardino principalmente popolazioni, o loro sotto-gruppi, che presentano altre fragilità, in particolare di natura socioeconomica (giustizia distributiva), ovvero ad identificare quali siano i meccanismi di generazione di iniquità di distribuzione nei rischi conseguenti alle contaminazioni (giustizia procedurale).

Claudia Panagìa: Come dovrebbe essere comunicata la giustizia ambientale nei siti contaminati?

Alessandra Fabri: Gli studi sulla di giustizia ambientale nei siti contaminati cercano di identificare caratteristiche comuni nelle popolazioni esposte a fonti di contaminazione, evidenziando la presenza di disuguaglianze ambientali. Per questo si ha sempre più consapevolezza dell’importanza di un’efficace comunicazione dei risultati degli studi condotti in questi territori. Data la complessità dei contenuti da comunicare, è necessario adottare specifiche strategie di comunicazione attraverso una programmazione condivisa tra i diversi portatori di interesse (stakeholder).

Il coinvolgimento dei differenti portatori di interesse è sostanziale nello sviluppo di un processo di comunicazione, per costruire o rafforzare un rapporto di fiducia tra istituzioni pubbliche nazionali, locali e cittadinanza.

L’attività di comunicazione deve rivolgersi, oltre che alla comunità scientifica, alle autorità nazionali e locali che si occupano in particolare di ambiente e salute, alla comunità residente, ai media locali. Si deve utilizzare un linguaggio appropriato e comprensibile ai diversi interlocutori e strumenti di comunicazione idonei alla realtà del contesto locale di ciascun sito, con il fine di promuovere la partecipazione informata dei diversi portatori di interesse e garantire beneficio all’intera comunità di ciascuna area, e in particolare di quei gruppi di popolazione che più di altri risultano vulnerabili da un punto di vista socio-economico e socio-relazionale.

Approfondimenti:

  1. Pasetto R. Fabri A. (a cura di). 2020. La Environmental Justice nei siti industriali contaminati: documentare le disuguaglianze e definire gli interventi. Rapporti ISTISAN 2020. https://www.iss.it/rapporti-istisan/-/asset_publisher/Ga8fOpve0fNN/content/rapporto-istisan-20-21-environmental-justice-nei-siti-industriali-contaminati-documentare-le-disuguaglianze-e-definire-gli-interventi.-a-cura-di-roberto-pasetto-alessandra-fabri

  2. R. Pasetto, D. Marsili, F. Rosignoli, L. Bisceglia, N. Caranci, A. Fabri, G. Innocenti-Malini, G. Melis, V. Minardi, N. Zengarini, A. Zona, T. Mannarini. Promozione della Giustizia Ambientale nei siti industriali contaminati. Epidemiol Prev 2020; 44 (5-6): https://www.epiprev.it/materiali/2020/EP5-6/417_int4.pdf. DOI: https://doi.org/10.19191/EP20.5-6.A001  

  3. Pasetto R, Iavarone I. Environmental Justice in industrially contaminated sites. From the development of a national surveillance system to the birth of an international network. In: Mah A, Davis T (a cura di): Toxic truths: Environmental justice and citizen science in a post-truth age. Manchester University Press 2020. Pag. 199-219. https://www.researchgate.net/publication/344043984_Environmental_justice_in_industrially_contaminated_sites_From_the_development_of_a_national_surveillance_system_to_the_birth_of_an_international_network
  1. Siti Contaminati e Rifiuti: https://www.iss.it/siti-contaminati-e-rifiuti
  1. Siti Contaminati e Giustizia Ambientale: https://rias.epiprev.it/index.php?siti-contaminati-e-giustizia-sociale
  1. Piani di Comunicazione per la prevenzione nei Siti Contaminati: https://rias.epiprev.it/index.php?piani-di-comunicazione-per-la-prevenzione-nei-siti-contaminati
  1. Environmental Justice: www.epa.gov/environmentaljustice