Bologna Città 30 – YouTube

Ettore Paoletti: Studiando la campagna di comunicazione del progetto “Bologna città 30” emerge come la sicurezza stradale sia il tema principale del progetto confermato anche dal claim “Vai piano salva una vita” a tal proposito volevo chiederle, a un anno dall’avvio del progetto che cosa ci dicono i dati a riguardo?
Andrea Colombo: Dopo un anno di “Bologna Città 30” possiamo finalmente dire che anche a Bologna la Città 30 funziona: andando più piano, è migliorata la sicurezza stradale. In particolare abbiamo avuto un dimezzamento delle persone morte sulle strade della nostra città e addirittura zero pedoni uccisi, un risultato che non è mai avvenuto negli ultimi 33 anni; e anche, in generale, meno persone a piedi investite, meno incidenti, meno incidenti gravi in codice rosso secondo il 118, meno persone ferite.

Abbiamo avuto la reale dimostrazione che, abbassando la velocità in città, si possono salvare vite umane e si possono evitare anche ferimenti e disabilità a volte permanenti. “Vai piano salva una vita” era un invito collettivo a tutti i cittadini quando sono sulla strada alla guida di un mezzo motore: quindi questi risultati sono del progetto, ma sono soprattutto di una maggiore sensibilità, di un cambio di comportamento, di una partecipazione civica dei bolognesi
Marta Capogna: Per quanto riguarda invece l’aspetto più legato all’ambiente il progetto pone come obiettivi generali anche quello di aumentare la mobilità sostenibile e migliorare la qualità dell’aria in città, ci state riuscendo?
Andrea Colombo: IIn effetti la “Città 30” non è solo un limite di velocità, un cartello, un’ordinanza e dei controlli. E’ anche e soprattutto una visione complessiva di città più sicura, più respirabile e più accessibile in modo sostenibile, grazie alla Città 30 che ha reso le strade più sicure, meno caotiche e rumorose, più accoglienti per tutte e tutti. E grazie a una serie di altri investimenti e potenziamenti di servizi di mobilità alternativa all’auto, che l’amministrazione comunale ha messo in campo lo scorso anno, si sono registrati anche importanti risultati sulla qualità dell’aria, con una riduzione netta del biossido di azoto, che è un po’ l’inquinante marcatore dei flussi di traffico locali, con il dato più basso degli ultimi 10 anni. Viceversa, si è registrato un aumento della mobilità sostenibile, in particolare degli spostamenti in bicicletta, con il bike sharing, con il car sharing e con i treni urbani, utilizzati anche per le medie distanze urbane. Tutto questo mentre il traffico veicolare privato calava. Quindi la “Città 30” si è dimostrata un motore di cambiamento complessivo del modo di muoversi e di vivere le strade e gli spazi pubblici della città.
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