Word Social Marketing Conference Brighton

 

 

Incontro ravvicinato con il gotha del marketing sociale

Si è tenuta a Brighton (UK) dal 29-30 settembre 2008 la Prima Conferenza Mondiale sul Marketing Sociale, evento che ha stimolato la condivisione di esperienze tra esperti e professionisti della disciplina.
Philip Kotler, il padre del social marketing, ha dato avvio ai lavori con un intervento sulle strategie di marketing sociale per contrastare la povertà nel mondo.

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In occasione dell’evento l’Azienda USL di Modena e FestivalFilosofia hanno presentato “Knowing is better: exercices of preventive medicine. A social marketing project for diseases’ prevention at Modena Philosophy Festival”.
Nella foto Philp Kotler e Giuseppe Fattori

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Nancy Lee, tra le più note studiose del marketing sociale, ha proposto due interventi: nel primo ha esemplificato le potenzialità del marketing mix (product, place, price, promotion) attraverso tre casi-studio (fumo, sicurezza pedonale e smaltimento dei rifiuti); nel secondo ha descritto un percorso in 10 fasi per la progettazione di iniziative di marketing sociale.


Gerard Hasting, docente all’Università di Stirling e direttore dell’Institute for Social Marketing, propone alcune interessanti riflessioni sull’importanza della costruzione del brand nelle attività di marketing sociale, quale “parte vitale” del processo di modifica dei comportamenti. Caso-studio del suo intervento è la campagna dell’Unione Europea “help” contro il fumo di sigaretta.



Edward Maibach, professore universitario che svolge attività anche presso il Centre for Climate Change Communication, esprime alcune considerazioni in merito a se e come il marketing sociale possa contribuire a risolvere problemi in campo ambientale: Can social marketing make climate change a solvable problem?


François Lagarde, consulente ed esperto in formazione, ha presentato una relazione su come il marketing sociale possa essere integrato all’interno della cultura organizzativa. La ricca bibliografia fornisce ulteriori spunti di approfondimento per quanti sono particolarmente interessati al tema.


Doug McKenzie-Mohr, psicologo ambientale, ha illustrato le caratteristiche del “community-based social marketing” e ne ha descritto un modello di pianificazione articolato in cinque fasi: individuazione dei comportamenti, definizione di barriere e benefici, sviluppo della strategia, sperimentazione, implementazione e valutazione.

Alan R. Andreasen, tra i pù noti studiosi della disciplina, ha ripercorso la storia del marketing sociale delineandone le prospettive future.
In particolare ha sottolineato l’importanza che i social marketers siano sempre più orgogliosi del proprio lavoro e contribuiscano alla diffusione del brand “marketing sociale”.

Alcune immagini raccolte durante i due giorni della manifestazione: