Eduardo Missoni, docente di Politiche globali per la salute

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Ambiente e salute – YouTube
Eduardo Missoni, docente di “Politiche globali per la salute”, intervistato da Marta Pirrello e Lucia Valentini – Marketing Sociale APS

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Marta Pirrello: Cosa c’entra l’ambiente con la salute?

Eduardo Missoni: La salute è il risultato di molti fattori determinanti le condizioni in cui si nasce, si cresce, si gioca, si lavora, si vive. Tra quei determinanti le cause ambientali che mettono a repentaglio la salute sono spesso sottostimate. L’OMS calcola che il 24% dei decessi globali sono dovuti a fattori ambientali all’origine di tumori, malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, neurodegenerative e infettive. Le popolazioni a basso reddito sono le più colpite. La nostra società fondata sul consumo e la crescita economica indiscriminata, si basa sull’intenso sfruttamento delle risorse naturali e su cicli produttivi agricoli e industriali altamente inquinanti. Sostanze chimiche –  spesso altamente tossiche –  inquinano i suoli, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo, l’aria che respiriamo. Siamo sempre più esposti a pericolose radiazioni e campi elettromagnetici. L’inquinamento atmosferico e la produzione di gas ad effetto serra sono poi alla radice del riscaldamento globale e di cambiamenti climatici che rischiano di rendere invivibile il pianeta nel giro di pochi decenni.

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Lucia Valentini: Su cosa occorre investire?

Eduardo Missoni: Bisogna frenare la corsa verso il baratro, invertire la marcia. Dobbiamo investire sulla convivenza, sulla lentezza e sull’armonia con la Natura, sulla gestione sostenibile del territorio e la salvaguardia dell’ecosistema, i servizi sociali e sanitari territoriali. Dobbiamo investire su agricoltura e produzione locali e sostenibili anche attraverso tecnologie appropriate innovative. Promuovere una dieta sana, riducendo sostanzialmente il consumo di carne e prodotti animali (gli allevamenti contribuiscono significativamente ai gas serra e al consumo di acqua). Ridurre l’uso di prodotti chimici e della plastica nella produzione e nella distribuzione alimentare, nell’igiene personale e domestica. Produrre energia da fonti rinnovabili, promuovere l’uso della biciletta e il trasporto collettivo. Ridurre i consumi non essenziali, riutilizzare, riciclare…  rigenerare, anche il modo di pensare il mondo. Dobbiamo investire sull’educazione di nuove generazioni, sull’educazione alla Vita.

Per approfondire:

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