Eugenio Tangerini – BPER Banca

Eugenio Tangerini BPER Banca intervistato da Brigit Sanchez e Chiara Peli Marketing Sociale Compass

Brigit: “BPER Banca è da tempo definita come “La Banca che sa leggere”. Può dirci il perché di questo appellativo?”

Tangerini: “Il perché nasce dal concetto di valore. Le banche come tutte le istituzioni finanziarie hanno il compito di creare valore ma anche il dovere di redistribuirlo: ovviamente prima di tutto a quelli che in inglese si chiamano gli shareholders – gli azionisti, i soci di riferimento e non – che devono realizzare degli interessi dal punto di vista economico e finanziario dall’attività della banca stessa. Ma non solo, ci sono anche i famosi stakeholders, cioè tutti coloro che come portatori di interesse entrano in contatto con la banca, e allora il valore va redistribuito anche nella società in tante forme possibili.

Una delle forme che abbiamo individuato, che ci è persa congeniale e che portiamo avanti ormai da diversi anni è quella che lei ha ben definito “La Banca che sa leggere”. Che cosa significa? Cercare di interpretare la realtà economica e sociale, che dovrebbe essere il nostre core business trattandosi di una banca, ma anche promuovere la cultura – e la lettura in particolare – come un bene sociale di cui non si può fare a meno, da difendere, e che porta anche crescita e sviluppo.

Ecco allora il significato di tante sponsorizzazioni che però io definirei più propriamente partnership, ad esempio con il Premio Strega, il più importante premio letterario nazionale ma anche con iniziative in tutta Italia, dal premio Estense a Ferrara al premio Flaiano che si svolge a Pescara e potrei fare un elenco molto lungo; oltre a questo, numerose iniziative per la promozione della lettura per i più piccoli ma non solo e di educazione finanziaria. Mi piace citare un’iniziativa che abbiamo fatto con Carthusia, uno dei più importanti editori di libri per ragazzi e bambini: si chiama Tarabaralla – un nome stranissimo per quel che riguarda l’attività di una banca – ma è la storia che nasce all’interno di un bosco tra gli animali (permettetemi di raccontarlo in 10 secondi) e che insegna in qualche modo, o vorrebbe farlo, il valore dei soldi, il valore delle cose, soprattutto il valore del risparmio legato al valore dell’amicizia; quindi la banca che sa leggere è una banca che cerca di interpretare la realtà e che promuove la cultura come bene sociale e occasione di sviluppo”.

Chiara: “Nel campo della sostenibilità, sono molti i progetti che riguardano il sostegno alla cultura e alla lettura. Può spiegarci cosa significa e perché è così importante, per una banca, investire in questi settori? Si tratta semplicemente di comunicare una corporate image positiva o c’è qualcosa di più?”

Tangerini: “Be sarei falso se non ammettessi – ma non è un ammettere, è un crederci – che c’è da comunicare anche una corporate image positiva però il tema vero, che è anche presidiato – scusate questo verbo orribile che fa parte della tradizione del lavoro che svolgiamo – che è seguito dal nostro ufficio e dal  nostro servizio, è anche un tema di CSR, un tema di responsabilità sociale di impresa, o se preferite in questo caso, di responsabilità culturale di impresa. Attiene appunto al concetto di redistribuzione di valore ma anche a due considerazioni ulteriori: una parte da un numero…leggevo l’altro giorno che il Settore Cultura ha 1 milione e mezzo di occupati, produce il 6% del PIL e dalla pandemia in poi è uno dei settori più in difficoltà perchè è uno di quelli meno regolarizzati, di quelli che hanno avuto più chiusure, di quelli che hanno avuto una situazione di maggiore difficoltà quindi è un nostro dovere sostenerli anche da questo punto di vista.

Poi c’è un tema più generale che riguarda la cultura e il linguaggio. Noi, finita l’epoca delle grandi ideologie e della situazione in cui c’era un mondo diviso in blocchi, siamo abbastanza disorientati: da una parte c’è il linguaggio della politica che, senza voler togliere niente a nessuno e senza voler troppo criticare, ha delle approssimazioni, delle situazioni in cui si fa fatica a comprendere; dall’altra parte c’è il mondo del web – che non demonizzo perché è un grandissimo patrimonio a cui attingiamo – ma che a volte è anche infarcito di quelle che voi e noi definiamo spesso fake news e che comunque non aiuta a capire una mole enorme di dati da interpretare. Ecco allora che aiutare chi promuove e fa cultura, le istituzioni che si occupano di questo, gli intellettuali – permettetemi di usare questa parola così desueta – aiutarli in questo lavoro di pontieri, di trasmissione del giusto linguaggio, di aiutare nella comprensione e nel confronto delle idee credo sia una funzione assolutamente indispensabile e importante. Noi la facciamo in varie forme, una che dura da più di 10 anni e che ci piace ricordare è quella dell’attività del BPER Banca Forum Eventi – Incontri con gli autori che ha intercettato 150 mila presenze nel giro di questi anni e che si è trasformata adesso giocoforza in una situazione che portiamo avanti in streaming sul web – è la nuova normalità che ci accompagnerà anche in futuro –  però abbiamo fatto una sessantina di incontri con personaggi del mondo della cultura ma anche dello spettacolo, che sono portatori di esperienze di libri e che ci raccontano la loro forma di vita, la loro interpretazione della vita, di una vita così complessa e che cerchiamo di aiutare a comprendere prima di tutto noi e poi fare un servizio agli altri e, ripeto e concludo, alle comunità di chi si occupa di cultura, a tutti coloro che in questo ambito così importante e decisivo hanno famiglie che sono tanto in difficoltà in questo momento e in questa fase”.