Francesco Romizi

Inquinamento atmosferico – YouTube

Francesco Romizi, Communications manager di ISDE, ci parla di inquinamento atmosferico. Lo intervistano Marta Capogna e Ettore Paoletti del Corso di Marketing Sociale UNIBO

Marta Capogna: Sappiamo che oggi l’inquinamento atmosferico rappresenta un
problema significativo, cosa fa ISDE per far fronte a tale situazione?


Francesco Romizi: Grazie al professor Fattori, grazie Marta per la domanda. Purtroppo, è risaputo, l’inquinamento atmosferico causa decine di migliaia di morti premature ogni anno, anche in Italia. Quindi, cosa fa ISDE? ISDE è un’associazione di medici volontari che fanno i medici e nel loro tempo libero si dedicano a fare emergere la stretta correlazione esistente tra fattore ambientale e salute umana. Nello specifico l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento derivante dalle attività umane, dalle auto e dalle aziende sono alcuni degli elementi principali delle nostre attività d’azione. Cosa facciamo: prima di tutto facciamo attività politiche e territoriali in cui facciamo emergere queste problematiche e chiediamo ai decisori politici che siano di livello locale e di livello nazionale di intervenire. Noi abbiamo una direttiva europea che pone, per fortuna, dei limiti importanti degli inquinanti nelle nostre città, nelle città italiane, nelle città europee che, purtroppo, non vengono rispettati. Noi lavoriamo molto, ovviamente, per far emergere le evidenze scientifiche sui problemi alla salute derivanti dall’inquinamento e, allo stesso tempo, per chiedere ai decisori politici che facciano delle decisioni conseguenti, meno inquinamento significa più salute e più vita per tutti noi.

Ettore Paoletti: Oltre alla sensibilizzazione, quindi alla denuncia di questa problematica, come è possibile, secondo lei, fare qualcosa di concreto? Quindi in che modo passare proprio all’azione.

Francesco Romizi: Sicuramente i cittadini e le cittadine hanno un ruolo perché anche le scelte individuali svolgono un loro ruolo importante: prediligere per esempio una mobilità sostenibile, laddove è possibile, piuttosto che una mobilità con l’auto; fare scelte di acquisto compatibili come diminuire, per esempio, grandi tragitti in auto e l’acquisto di prodotti inquinanti. Quindi, le scelte individuali svolgono un loro ruolo, ma fondamentale che la politica e coloro che amministrano le città, guidano le regioni, governano un paese, prendano delle decisioni anche radicali su questa tematica. E quindi cosa può fare un cittadino? Intanto un cittadino si può attivare nel fare attività politica, cioè, è fondamentale che un cittadino sostenga la scienza; quindi, sostenga per esempio quello che diciamo noi, che dicono i medici, che dice il mondo scientifico su questa problematica, lo sostenga e faccia sentire la propria voce al governo, a una città, una regione o un paese. Questo oltre alle azioni individuali che indicavo prima. Quindi la commistione tra impegno pubblico e individuale spero possa portare ad un cambiamento. Considerate che poi ci sono dei processi anche amministrativi, politici, burocratici sul quale il cittadino poco può fare ma sui quali può, invece, spingere in qualche modo. Prendiamo un esempio banale: qualunque opera pubblica nuova deve essere sottoposta alla valutazione del reparto sanitario, in quanto noi dobbiamo conoscere quanto quell’opera, quell’intervento quale impatto può avere sulla salute di ognuno di noi. E’ chiaro che è il lavoro della politica, è chiaro che ci vuole una spinta da realtà come ISDE, ma è altrettanto chiaro che senza l’impegno dei cittadini nulla viene realizzato.

Per approfondire:

Italian Social Marketing Association