Plastica e salute – YouTube

Ettore Paoletti: Sappiamo che purtroppo la plastica ha invaso il nostro pianeta, creando ingenti danni sia per l’ambiente sia per il mondo animale. Per quanto riguarda l’uomo invece, quali danni può provocare la plastica? Ci sono prove certe della presenza di plastica all’interno dei nostri organismi?
Maria Grazia Petronio: Purtroppo si, le particelle piccolissime di plastica, dette micro e nano plastiche, sono state ritrovate in tutti gli organi: rene, fegato, in tutte le regioni dei polmoni, nella placenta e nel latte materno, nel cuore. Nel cervello si accumulano di più che in altri organi, infatti la loro concentrazione sta anche aumentando nel tempo. Possono entrare nelle cellule e distruggerle. Uno studio italiano molto interessante ha dimostrato come la loro presenza nelle placche aterosclerotiche aumenta moltissimo il rischio di infarto ictus e morte. Ma come agiscono queste particelle? La loro presenza nell’organismo mette in atto dei meccanismi di difesa per cercare di eliminarle, ma il continuo rifornimento dall’esterno fa sì che questo meccanismo di difesa si trasformi in un processo infiammatorio cronico.
Quest’ultimo è alla base di molte patologie intestinali e respiratorie (anche a carico dello stesso sistema immunitario) e altresì di quelle alterazioni metaboliche che sono tipiche delle formazioni cancerose. L’altro meccanismo di danno è la liberazione di sostanze chimiche. Pensate che nella plastica ce ne sono più di 13.000, aggiunte intenzionalmente o meno, e che molte di queste hanno la capacità di interferire con la funzione dei nostri ormoni, quindi praticamente con tutte le attività fisiologiche, ma soprattutto con lo sviluppo del feto e del bambino. Uno studio del 2023 ha trovato un’associazione tra esposizione fetale a ftalati, misurati nelle urine della mamma, e riduzione del volume della materia grigia a 10 anni di età, sia nei bambini che nelle bambine, con riduzione del quoziente intellettivo. Anche l’aumento di cancro al seno e al testicolo è stato associato all’esposizione fetale a interferenti endocrini.
Chiara Rossi: Sulla base delle ricerche e dei suoi studi, quali sono le azioni e i comportamenti adatti per limitare l’esposizione a problematiche o rischi? Esistono delle buone pratiche che ognuno di noi può adottare nella propria vita quotidiana?
Maria Grazia Petronio: Certo. Dobbiamo partire dal fatto che le microplastiche sono ovunque: in atmosfera, nell’acqua, nel suolo, negli alimenti. In atmosfera ad esempio si possono liberare dai tessuti, dai vestiti o anche dall’attrito degli pneumatici sull’asfalto, quindi noi le respiriamo e le ingeriamo. Le ingeriamo attraverso i cibi. Pensate che in un litro d’acqua di bottiglie di plastica ci sono più di tre milioni di micro e nano plastiche. Le possiamo assorbire anche attraverso la pelle. La misura più semplice che tutti possiamo adottare è cercare di bere l’acqua del rubinetto, invece di bere l’acqua nelle bottiglie di plastica. Si può eliminare tutta la plastica monouso, sicuramente i bicchieri, le bottiglie e gli utensili di plastica che utilizziamo nelle nostre cucine (i mestoli, taglieri ecc). Non compriamo alimenti pronti nelle confezioni di plastica, perché queste cedono sia micro plastiche che sostanze chimiche e non inseriamo mai i contenitori di plastica nel microonde, neanche quando c’è scritto nel contenitore che può essere idoneo a tale uso. Per i bambini in particolare consiglierei anche di scegliere biancheria e vestiti in tessuti naturali (cotone, lana, canapa, lino…) ed evitare l’uso quotidiano di giocattoli di plastica, soprattutto fino a tre anni di età. Usare meno cosmetici possibili ed infine non scegliere automobili pesanti come i SUV, che contribuiscono moltissimo all’inquinamento da particolato, tra cui micro e nano plastiche.
Volevo infine segnalare la campagna nazionale di ISDE e molte altre società scientifiche mediche per la prevenzione dei danni alla salute da esposizione alla plastica, dove potete trovare tantissimi materiali da scaricare e utilizzare liberamente e gratuitamente.
Per approfondire:
- Pagina web Campagna nazionale di prevenzione danni alla salute da esposizione alla plastica: https://www.isde.it/progetto-plastica/
- (a cura di) Petronio M.G. Micro e nano plastiche: dalla valutazione dei rischi a un’azione efficace di prevenzione. Salute umana numero monografico. N.295 luglio-settembre 2024.
- UNEP 5From pollution to solution. A global assessment of marine litter and plastic pollution, 2021
- Rangel-Buitrago N, Neal WJ. A geological perspective of plastic pollution. Science of The Total Environment. 2023;893:164867
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