Nicola Pinelli – Direttore FIASO

Nicola Pinelli FIASO intervistato da Agnese Rossi e Natasha Petrini Marketing Sociale Compass

Natasha Petrini: Buonasera, come prima domanda vorrei chiederle attraverso quali iniziative Fiaso ha comunicato la propria partecipazione relativa alla sostenibilità ambientale.

Nicola Pinelli: Grazie Natasha per la domanda, buongiorno. Fiaso dall’anno scorso ha avviato un progetto che si chiama Agenda Green, quindi la sanità non è fuori dal processo di conversione energetica, di progetti di sostenibilità ambientale. Stiamo costruendo una grande centrale di progettazione, di diffusione di progetti per favorire sia il trasferimento di queste esperienze innovative, e quindi per favorire questi progetti di Agenda Green. Sono progetti che sono nati anche prima del Recovery Plan e che, nella fase pandemica che stiamo vivendo e che abbiamo appena vissuto, esplodono con tutto il loro senso, la loro forza, in particolare come visione anche sistemica, non soltanto legata al settore sanità, ma legata a tutti i settori. La stessa strategia One Health si inserisce in questa visione complessiva e quindi la sanità, la prevenzione, la digitalizzazione sono tutti processi che vanno nella direzione di un consolidamento di questa Agenda Green dove la sanità può ricoprire un ruolo trainante nella Pubblica Amministrazione.

Agnese Rossi: Buonasera, alla luce dell’esperienza pandemica in che modo Fiaso ha deciso di modificare la propria comunicazione in termini di sostenibilità ambientale?

Nicola Pinelli: Mah, in epoca pandemica non particolarmente, anche se chiaramente l’attenzione era molto legata alle informazioni che circolavano legate alla pandemia, non era molto legata alla sostenibilità ambientale. Quello che è cambiato è la più forte consapevolezza e il senso che progetti come questi non possono svilupparsi se non all’interno di una rete di alleanze, quindi la comunicazione come possibilità di creare ponti e sostegno di una strategia che, appunto, sia intersettoriale, che riguardi il management interno e i professionisti interni alle aziende sanitarie, ma anche soggetti che da anni, anche del terzo settore, promuovono progetti di sostenibilità ambientale, di innovazione, e che possono essere interpretati in maniera sinergica anche all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

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