Riciclo degli abiti usati: Vestiti Senza Nome

 

”Vestiti Senza Nome” un progetto sul riciclo degli abiti usati  nato da un idea degli studenti  di Marketing SocialeCompass all’Università di Bologna.

In questo corso gli studenti devono mettere in pratica la teoria studiata nel triennio  precedente e raggiungere, adottando le tecniche del marketing sociale, risultati concreti, misurabili. Ed è per i risultati ottenuti che è stato scelto da Zorba

Hanno chiamato il progetto «vestiti senza nome» per facilitare il senso di condivisione e del riciclo. Hanno individuato come partner RECOOPER che raccoglie le cooperative del settore  e deciso di lavorare nel quartiere Savena di Bologna.  Per migliorare il riciclo degli abiti usati  si sono dati due obiettivi:

Il primo era di cambiare la percezione riguardante il mondo del recupero dei vestiti usati dopo gli ultimi scandali sollevati dalle IENE.

Il secondo obiettivo: far conoscere la filiera economica del recupero dei vestiti usati e informare sui  pericoli derivanti del fast fashion che produce abiti difficili da recuperare e altamente inquinanti per l’ambiente.

Il team si è concentrato su una strategia ”online” sui social con l’# staiincampana e su eventi  offline per raggiungere di persona gli abitanti del quartiere Savena.

I setting scelti insieme a Recooper sono stati: supermercati, bar, punti di ritrovo.

E ora vediamo i risultati. Con il progetto di marketing sociale «Vestiti senza nome», la raccolta mensile di abiti riciclabili  è aumentata, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 13% circa 700 chili. È per questo che Zorba li invita a continuare.

BIBLIOGRAFIA

SITOGRAFIA